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Lavoro in uffici - le tendenze che cambieranno la nostra esperienza anche nel 2025
Quasi 100 ospiti, tutti non autosufficienti: la Casa di Riposo di Noventa Padovana non è solo la più grande famiglia di questo comune veneto, ma anche un osservatorio puntuale di come sta cambiando la popolazione senior nella nostra società, e con esso i bisogni delle persone che affrontano la terza e quarta età della propria vita.
La collaborazione di lunga data con la struttura ci ha stimolato nel fare il punto su questa esperienza con il Segretario Direttore, che ci ha espresso il suo punto di vista.
DC: Negli anni abbiamo visto sensibili cambiamenti della situazione sanitaria dei nostri residenti, con sempre più persone che accedono alla nostra struttura con gravi problematiche sanitarie e comportamentali, come per esempio le gravi demenze. Questo comporta una maggiore complessità nel programmare progetti individuali a medio o lungo termine e di dover agire subito sulle emergenze, coprendo anche i bisogni primari.
Questo non preclude quella che è la nostra mission e il nostro approccio di cura: nel periodo in cui i residenti sono con noi, cerchiamo di offrire il meglio per loro, di preservare dignità e autonomie e di centrare l'assistenza sulle necessità individuali anche grazie agli aspetti legati alla nutrizione.
La cucina e la somministrazione dei pasti presso la Casa di Riposo di Noventa Padovana sono gestiti da un team dedicato attivo 7 giorni su 7, anche nei giorni festivi, per un totale di oltre 90 giornate alimentari. Il menu, a rotazione stagionale, è stilato in base alle linee guida della regione Veneto e viene definito dalla logopedista e delle referenti di nucleo in accordo con la dietista di Sodexo e il team di cucina: l'obiettivo è offrire un pasto buono, sano e nutrizionalmente bilanciato, tenendo conto di eventuali allergie o intolleranze e delle esigenze di masticazione e deglutizione dell’ospite, consentendo a tutti di poter gustare le stesse pietanze senza privazioni.
DC: Una casa di riposo è a tutti gli effetti una casa, con tutte le sue dinamiche di quotidianità, e questo è il modo in cui noi la viviamo a nostra volta, cercando di offrire un’assistenza il più possibile personalizzata e basata sulla relazione. Per questo facciamo molta formazione sulla centralità della persona, sull'attenzione alle parole, ai comportamenti, agli atteggiamenti, per creare sempre di più quel rapporto di fiducia e cura che alla fine consente alle persone di vivere meglio.
In questo rientrano anche i numerosi momenti di coinvolgimento attivo attraverso la proposta di piatti regionali e della tradizione che rievocano le atmosfere di casa: le ricette del territorio come il fegato alla veneziana o la trippa con polenta, ma le proposte per celebrare le ricorrenze, come le brioches calde per la colazione della domenica, con il profumo di dolce appena sfornato che pervade gli ambienti e identifica le giornata di Festa, o il tiramisù con cui si festeggiano i compleanni.
DC: Mantenere le autonomie delle persone è uno dei nostri obiettivi. Dal lavarsi i denti o il viso a partecipare attivamente a iniziative con le associazioni o le scuole, tenendo acceso il legame con la comunità e il territorio, cerchiamo di mantenere vivo quel senso di autostima e appartenenza che poi si traduce in benessere e beneficio per tutti.
Come nel caso della tradizionale Fiera del Folpo, una manifestazione antica e molto sentita, che viene celebrata anche in casa di riposo grazie alla collaborazione tra la direzione della struttura, Sodexo e il Gran Maestro della Confraternita del Folpo. Non un semplice momento di celebrazione, ma un’importante opportunità di stimolazione cognitiva in cui vengono proposti dei momenti di intrattenimento in cui si rievocano le origini di questa festa e si riscoprono le ricette del passato. E al termine c’è sempre un’occasione di ristoro tutti insieme in cui si assaporano piatti della tradizione regionale, come il folpo alla busera.
DC: Gli aspetti sensoriali, anche nei gradi di compromissione cognitiva più elevati, sono importantissimi. Questo vale anche e soprattutto per il percepito durante il momento dei pasti: i sapori, i profumi del cibo, ma anche gli aspetti visivi, tattili e perfino uditivi, sono una stimolazione efficacissima e che cerchiamo di incentivare il più possibile. Presentare un piatto ben curato, con dei sapori definiti, che magari richiama anche la tradizione locale o tipica, è un fondamentale aspetto di cura delle persone. In una Casa di Riposo il pasto è il momento più atteso della giornata, ed è molto sentito perché crea convivialità, comunione, empatia. Non è solo questione di nutrire le persone, ma di offrire loro un più ampio benessere complessivo. E presentare un piatto con attenzione, cura e sensibilità da parte che lo cucina, fa davvero la differenza.
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