Articolo 75, comma 3 della Legge 30/12/1991, n° 413

Trattamento ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto

Chiarisce che le prestazioni di servizi sostitutivi di mense aziendali oggetto dei contratti, anche d'appalto, effettuate dalle aziende di ristorazione nei confronti dei datori di lavoro con l'utilizzazione di appositi buoni pasto sono soggette ad I.V.A. con aliquota del 4% già prevista al n° 37 della Tabella A parte seconda, allegata al D.P.R. 26.1.1972, n° 633, per le somministrazioni di alimenti e bevande rese nelle mense aziendali. L'articolo 75 sancisce inoltre l'indetraibilità dell'I.V.A. per il datore di lavoro in tutti i casi in cui il servizio di mensa non viene effettuato nei locali dell'impresa o in locali adibiti a mensa aziendale o interaziendale. Il ristoratore al termine della prestazione e sempre tenuto all'emissione di ricevuta o scontrino fiscale. Quale corrispettivo riceve il buono pasto ed eventualmente il prezzo della consumazione in eccedenza rispetto al valore del buono. Con cadenza periodica, normalmente mensile, viene emessa fattura a carico della società che ha emesso i buoni pasto con aliquota I.V.A. del 10% che attualmente è quella propria del servizio di somministrazione di alimenti e bevande. Tale documento, cosi come chiarito dalla risoluzione ministeriale n° 383842 del 29/12/1980, potrà non riportare gli estremi delle ricevute fiscali cui la fattura si riferisce, purché nelle ricevute fiscali rilasciate al fruitore del servizio siano riportati oltre che l'intero corrispettivo della prestazione, l'importo rappresentato dal buono pasto sia che questo corrisponda in tutto o in parte al valore della consumazione.

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